L’ipoacusia è una riduzione parziale o totale della capacità uditiva e rappresenta una condizione clinica eterogenea, per cause, modalità di insorgenza e grado di severità. Può manifestarsi a qualsiasi età e avere un impatto rilevante sulla comunicazione, sulle relazioni sociali e sulla qualità della vita, soprattutto se non riconosciuta e trattata tempestivamente.
L'’ipoacusia può essere trasmissiva, quando il problema interessa l’orecchio medio e ostacola la conduzione del suono; neurosensoriale, quando il danno coinvolge la coclea o il nervo acustico; oppure mista, quando coesistono entrambe le componenti. Le cause includono fattori genetici, invecchiamento (presbiacusia), esposizione a rumore, infezioni, farmaci ototossici e patologie sistemiche.
La perdita uditiva viene classificata anche in base alla gravità, generalmente misurata in decibel Hearing Level (dB HL), distinguendo forme lievi, moderate, severe e profonde. All’aumentare della perdita, la comprensione del parlato diventa progressivamente più difficoltosa, soprattutto in ambienti rumorosi, con conseguenze cognitive e psicosociali documentate dalla letteratura scientifica.
In questa sezione troverai articoli di approfondimento dedicati al funzionamento dell’udito e agli aspetti psicologici e comportamentali legati alla perdita uditiva, come il frequente rifiuto d’aiuto.
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